Eternamente

Il mio Diario. Il mio sfogo. Il mio angolo di Paradiso. Il mio pozzo dei desideri o, semplicemente, l'eterno cui anelo eternamente, in una realtà che nulla più ha di eterno.

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09/03/2007

COME IL PESCO VERSO IL SOLE

COME IL PESCO VERSO IL SOLE
Ci sono e ti penso,
lungo il dorso nodoso del pesco.
E una mano passa su quella guancia così bruna.
Ne vedo gli occhi sorridenti,
al pensiero della primavera.
Duro e dolce.
Dolce e duro, il suo frutto;
come te in equilibrio sopra i giorni di Marzo.

 ... Ti ho ritrovato, Amore...

Sposo l'azzurro dello sguardo con cui mi ami;
tesso le parole del sentimento con cui mi stringi;
riposo sulle labbra con le quali mi scaldi...

Ho atteso sulla riva della coscienza:
mi sono fatta terra, acqua, vento e poi roccia.
Un senso di eternità e di pace,
dopo aver esplorato il significato degli elementi.

 ... Ma ti ho ritrovato, Anima Mia...

Ho scartato il mio cuore,
ch'ora è nudo e danza di quella stessa musica
che muove le dita lunghe sulla Fender.

Suona l'Amore, tu che puoi;
Io lo scriverò per te.
E il pesco, in primavera,
rifiorirà guardando il sole.

 Verso il sole.

"Eppure sentire (un senso di te)"...
Con la mano. Lungo il tronco nodoso del pesco...

COME IL PESCO VERSO IL SOLE

. . . Un abrazo en el silencio . . .

15:10 Scritto da : dejamira in Sociale | Link permanente | Commenti (11) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

18/11/2006

DIETRO L'ALBERO CREMISI

DIETRO L'ALBERO CREMISI

Sto di fronte alla gialla luna sporca d'ambra;
dietro lo scheletro nero dell'ultimo albero teso in alto.
Nei giochi di parole non riesco a cavare il pensiero giusto
e non sento di dover spiegare la mia natura contorta al mondo.
Mi sono spogliata di inutili frasi di circostanza,
quando ho riconosciuto il colpo nefando menato sullo spirito.
Sono andata a pregare la luna con la mia canzone,
dietro l'albero che sembra gridare con la sua voce.

Dietro l'albero cremisi sul quale scorre il colore sporco della luna.

Non c'è modo di far sparire il passato;
il peccato sporco come l'ambra della luna.
Lo scheletro frapposto tra lo sguardo e la luna
è un muro semidiroccato che restituisce speranza sul futuro;
che non chiude l'orizzonte, nè lo limita.
Nella notte cremisi le parole si spargono contro il fusto dell'albero,
superandolo leggere in volo come coriandoli di carta,
in una festa alla quale io soltanto sono invitata.

La notte rossa scorre anche sulla pelle,
macchiando le unghie pallide d'ambra e di malinconia.
Ma un sorriso già colora con l'avorio dei denti l'inespresso
e l'acqua delle lacrime si fà bordeaux,
unendosi in fratellanza col rosato della pelle tinta di altri riflessi.
Nero e rosso i colori che combattono nel guscio dal quale emergo
ed in cui mi distendo mentre sorrido.
Sono in balìa di questo spettacolo, mentre accarezzo la corteccia calda del tronco.

Dietro l'albero cremisi sul quale scorre il colore sporco della luna.



La mia canzone per la luna è Favola Sinfonia:
un affettuoso ricordo di quattro anni fa.


DIETRO L'ALBERO CREMISI

. . . Un abrazo en el silencio . . .

22:25 Scritto da : dejamira in Sociale | Link permanente | Commenti (50) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

13/11/2006

SENZA RUMORE

SENZA RUMORE
 
Posso respirare senza fare rumore;
farlo camminare lentamente sulla punta dei piedi, il cuore.
Posso muovere le labbra senza emettere suono;
guardarti con gli occhi chiusi dimenticando il nome che indossi;
avvolgermi nello strato epiteliale di indifferenza che mi è cresciuto addosso.
Riesco a scordare che mi sei stato dentro.
Posso conservare il mio aspetto riflesso;
guardare quell'immagine nascosta al mondo, in fondo;
farti uscire allo scoperto, senza una o due parole di troppo,
chè l'indifferenza riesce a smuovere anche l'universo.
Posso saltare i miei sogni a piedi pari;
contare i nei che ricordo;
farti a pezzi solo con lo sguardo.
Senza rumore, nel rumore che fai.
Posso mettere da parte gli spiccioli e comprarti a pezzi,
dopo aver squartato la tua sicurezza in tanti quarti senza ossa.
Posso restituirti la carne che ho comprato,
o masticarla e poi deglutirla, digerendo il tuo ricordo.
Posso buttare via quei due etti e mezzo di solitudine dallo stomaco.
Riesco a grattare giù dal muro il silenzio.

Mi voglio e non ci rinuncio.
Mi sto addosso e, tuttavia, mi nego spesso.
 
SENZA RUMORE

. . . Un abrazo en el silencio . . .

19:16 Scritto da : dejamira in Sociale | Link permanente | Commenti (17) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook